Molto spesso capita che amici produttori, come semplici consumatori, mi
fanno degustare l’olio per essere certi che non abbia difetti e che gli abbiano
venduto olio extravergine. E’ in fase di crescita la cultura dell’olio? No,
hanno una grande paura di essere frodati. In questi ultimi mesi si stanno
infatti registrando una serie di “allarmismi inutili” generati da folli
giornalisti e associazioni varie, e sta impazzando sul web la sacrosanta
notizia delle truffe sull’olio da olive.
La
frode sta nel prezzo
La qualità ha un costo, si sa ed è logico. Produrre un extravergine con
caratteristiche chimiche e organolettiche importanti dal punto di vista
soprattutto salutistico non è facile, ci vuole impegno, conoscenza e cultura.
Detto questo, mi sembra giusto e altrettanto logico pagare un extravergine di
qualità ad un prezzo maggiore di quelli che si trovano in commercio a 4 o 5
euro. Non che questi ultimi non siano buoni o siano addirittura “nocivi” (come
sostiene qualche ignorante), sono oli extravergini che non hanno spiccate caratteristiche
chimiche e organolettiche, sono prodotti da impianti intensivi o super
intensivi e con bassi costi di produzione. Spesso sono di origine comunitaria,
sono oli senza pretese, disponibili ad un prezzo basso, giusto, equo.

