Chi mi conosce sa che mi piace ascoltare e conoscere la storia di chi mi
ha preceduto, gli istanti vissuti da individui e personaggi di un’epoca che non
mi appartiene più, purtroppo o per fortuna. E perciò in questo ventiquattro
dicembre ho incontrato zio Gino che mi ha raccontato che questo era il giorno dei
famosi “turcinelli” a Piedimonte, perché
in attesa del cenone si faceva solo un piccolo pranzo proprio con questo fritto
tradizionale. Io personalmente lo faccio ancora e per noi questo è sempre il
giorno in cui si va dalle nonne a mangiarlo approfittando per scambiare una
chiacchiera e accrescere l’atmosfera del Natale. Nonna Marcellina li fa con le
alici e senza, nonna Carmelina rigorosamente senza alici. È una scelta, per
carità, va rispettata.
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Sant’Antuono, il Santo anacoreta che reclamava la propria festa
Cristianità e paganesimo, culto e riti, narrato e credenza. Come spesso
accade le feste che scandiscono l’anno solare sono intrise di tutti gli aspetti
appena detti. E gennaio si apre con una grande festa dedicata a Sant’Antonio
Abate o Sant’Antuono, il Santo, raccontavano gli avi, che reclamava la propria
festa. “Pasqua Epifania ogni festa porta via” – risponde Sant’Antuono – “Ci sta
ancora il mio festone”.
E’ una festa a metà tra riti, tradizioni, credenze popolari e cerimonie
cristiane. Una festa che rimanda alle aie, ai cortili, al gotico rurale di
campagne fredde e ventose. Al fuoco che riscalda e purifica, al senso del
magico di cui è intrisa la devozione dei contadini alla terra, alle bestie, al
naturale ciclo delle stagioni.
Il destino del maiale
Gennaio portava con sé odore di fumo, fumo e aria fredda, di
quel freddo, però, che ti entrava dentro i vestiti, su per le narici, tra le
dita screpolate dal gelo. Eppure non aspettavi altro che poter arrivare il
prima possibile, prima che tutto fosse finito, pur sapendo di dover trascorrere
una giornata all’aperto.
Il vapore del pentolone pieno d'acqua messo sul fuoco sotto
la "suppenna" sin dal primo mattino, si confondeva con la nebbia
della campagna ed il calore che sprigionava cozzava con la brina che calpestavi
avvicinandoti al luogo del "delitto". Era intorno all'Epifania che si
consumava il sacro rito del maiale. O, per meglio dire, della morte del maiale.
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