Non sappiamo
se in Italia esiste qualcosa di simile ma il progetto di questi giovani amici è
da raccontare e da prendere come esempio per il coraggio e la testardaggine di
voler fare a tutti i costi quello che sta nel cuore di ognuno di loro. La
dimostrazione effettiva che le cose, quando si vogliono, si possono fare.
Eccome!
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Il prosciutto di maiale nero di razza casertana fra i migliori al mondo
Conosciamo tutti l’altissima qualità dei prosciutti italiani, siamo fra
i primi al mondo secondo me insieme alla Spagna con il famosissimo Pata Negra o
meglio Jamòn Iberico de Bellota. Ammetto di non essere un grande cultore del
prosciutto ma ultimamente mi sto appassionando molto ed ho scoperto la
maestosità di un prodotto che secondo me nel prossimo futuro avrà uno spazio riservato fra i migliori al mondo.
Metto da parte il campanilismo, sono strasincero, ma davanti al prosciutto di maiale nero di razza
casertana non ci sono paragoni che tengono. Tutti gli altri che finora ho
assaggiato sono un gradino sotto. Il maiale di razza casertana è allevato allo
stato brado e si nutre essenzialmente di ghiande di quercia cadute dagli
alberi, ma anche la macellazione ha la sua grande importanza: l’animale non
deve subire alcuno stress altrimenti
il sapore delle carni viene compromesso per via di alcune reazioni chimiche.
I grassi del maiale nero casertano sono simili, per composizione, ai grassi
dell’olio extravergine da olive: lo ha evidenziato anche una ricerca condotta
sulle carni dal Consorzio per la
sperimentazione divulgazione e applicazione di biotecniche innovative che
ha sede a Benevento. Gli acidi presenti in discreta quantità nel lardo di
questi suini sono in grado di ridurre il livello del cosiddetto colesterolo
“cattivo” e, conseguentemente, di aumentare quello del colesterolo “buono”. L’acido oleico (quello contenuto nelle olive e nell’olio) è contenuto in grande
quantità nelle ghiande di quercia di cui è ghiotto il suino ed è così che
poi lo ritroviamo nel grasso del prosciutto. Anche questo conferisce il gusto straordinario e unico a questo prodotto che sicuramente si vedrà fra i migliori del mondo. Un’esperienza senza eguali.
Il prosciutto di maiale razza casertana stagiona dai 18 ai 26 mesi ed è
una incomparabile esperienza olfattiva e gustativa, non si dimentica
facilmente. La carne, di colore rosso intenso, ha un penetrante profumo di erbe
di campo, il grasso conferisce un sapore molto intenso, profondo e dona grande
sapidità al boccone. È una grande eccellenza italiana!
di Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
L’olio del Matese, medaglie d’oro al Concorso Internazionale EVO IOOC
È di qualche ora fa la notizia, apparsa sul sito internet del Concorso
Internazionale EVO IOOC – International Olive Oil Contest,
che ha svelato i vincitori della terza edizione svoltasi venerdì e
sabato a Capaccio Paestum in provincia di Salerno. Il Concorso ha ospitato più
di 500 campioni di olio ed è fra i più importanti concorsi mondiali sull’olio d’oliva.
Fra i migliori oli extravergini del mondo c’è anche il Matese con l’azienda Antico Podere Matesino,
nata da poco più di un anno e già fra le migliori realtà territoriali. Ci vuole
passione, sudore, dedizione, cultura e corretta informazione: sono questi gli elementi
che ti fanno crescere. Ragazzi giovani, mossi da grande sentimento, tutti con
una formazione nel campo della ristorazione come cuochi e chef che hanno deciso
di unire le forze costituendo la loro impresa agricola per realizzare
produzioni di altissima qualità. A partire dal prodotto principe della propria
Terra, l’olio extravergine da olive.
La concimazione dell’olivo, incontro a Gioia sannitica
Mancano
pochi giorni a un appuntamento molto interessante per gli olivicoltori e per il
territorio casertano: un incontro incentrato sulla concimazione dell’olivo. Si tratta di approfondire il tema dell’importanza
della concimazione, con particolare attenzione su quella fogliare, e su come
influenzare maggiormente la produttività dei propri ulivi. La concimazione non
riveste affatto un’importanza secondaria, soprattutto se si vogliono ottenere
produzioni abbondanti e di qualità, ma occorre sapere quando e come
somministrare gli elementi minerali strategici per sfruttare al massimo il loro
potere nutriente.
L’incontro è
organizzato dall’azienda Raggio verde srl
di Salerno in collaborazione con Fiore Agricoltura di Piedimonte Matese e si terrà
a Gioia Sannitica, in provincia di Caserta, presso il Ristorante La Selva in via Fontanelle, 13 martedì 6 marzo 2018 dalle ore 19:00.
Interverranno:
Aniello Palermo Esposito - Raggio verde s.r.l.
Michele Lisi - agronomo
in collaborazione con:
di Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
Evoluzione, una grande opportunità per gli operatori del settore
Quando si
parla di olio si fanno sempre scoperte nuove, è un mondo infinito, complesso, scivoloso,
un orizzonte senza inizio e senza fine e tutto questo semplicemente perché è un
mondo in continua “evoluzione”. Ed è così che nasce uno stimolante evento dalla
partnership fra La Pecora Nera Editore,
casa editrice a indirizzo enogastronomico
attiva nel Lazio, in Lombardia e in Piemonte e Simona Cognoli, esperta di olio e titolare di Oleonauta, società di promozione e valorizzazione
dell'olio extravergine di oliva.
Evoluzione, percorsi per l’extravergine di qualità, questo il
nome dell’evento che si terrà a Roma
lunedì 11 dicembre presso le sale dell’Hotel Savoy, dalle ore 11:00 alle ore
18:00, interamente rivolto agli operatori di settore, con banchi di
assaggio e diverse iniziative fra le quali un corso formativo sull’olio che si
terrà durante la giornata in 4 orari differenti e completamente gratuito. Non
mancheranno ovviamente le conversazioni con personaggi di spessore del mondo
oleario come Maurizio
Pescari, giornalista esperto di olio, che condurrà i "dialoghi sull'olio" con
interviste brevi ai protagonisti del settore - prima di tutto i produttori che
partecipano a Evoluzione - e agli amici delle associazioni che si adoperano con
grande impegno alla formazione e alla diffusione della cultura dell'Olio. Saranno
con noi Luigi
Centauri di Capol, Alyssa Mattei e Paola Consolini di Knoil, Gianfranco De Felici,
Francesco Travaglini di Extrascape, Vincenzo Nisio, Cosimo Damiano Guarini, Palma Esposito,
Johnny Madge,
Daniele
Brugiotti e anche gli amici del
vino Luca
Giovannucci di SIS, Alessandro Brizi di Onav, Antonello Mostacci
di Ars.
AAA olio buono cercasi
È paradossale ciò che si vive nei ristoranti per l'olio da olive. E il problema più grande, diciamolo subito e senza riserve, lo abbiamo noi assaggiatori ed esperti del settore. Il consumatore non se ne accorge per niente: arriva, condisce, mangia, è felice, se ne va, ritorna.
Oggi ho parlato con il maitre del ristorante che mi ospiterà per diversi giorni, in un villaggio calabro, a Sibari. Gli ho chiesto se avevano altro olio e lui di pronta risposta mi dice: perché non è buono? È extravergine! Gli ho spiegato diverse cose, che ci sono diversi tipi di extravergine, era proprio alle prime armi in materia. Comunque si è mostrato interessato, ora gli dovrò portare un campione di olio buono e lo farò, anche perché dovrò acquistarne qualche bottiglia anch'io altrimenti non potrò mangiare un'insalata decente e non solo. Ieri ho mangiato una insalata di pesce, tra l'altro buonissima, praticamente senza olio. Vi pare ovvio?
Oli imbottigliati, di origine comunitaria, di scarsa qualità, classici difetti che ritroviamo in diversi extravergine commerciali. E questo è, ma anche un olio 100% italiano con notevole difetto di riscaldo. Quindi...
Si assiste inermi al fallimento del comparto, c'è poco da fare, è così. C'è poca cultura del prodotto (nonostante i tantissimi sforzi) mista alla concorrenza spietata sui prezzi, è extravergine mi ha risposto il maitre. Il ristorante vuole solo la garanzia che il prodotto sia extravergine, meglio se costa poco, il resto sono chiacchiere. Eppure, dico io, questi sono luoghi frequentati da migliaia di persone dove si potrebbe fare tanto ma siamo così presi dalla frenesia, dalla velocità, dal gestire la massa che ci sfuggono particolari fondamentali.
L'olio lo usiamo dappertutto, cambia il piatto, se è cattivo lo rovina in maniera irreparabile, rovina un buon lavoro fatto dal cuoco ma nessuno se ne rende conto. Ciò che più mi fa stare male però è non poter mangiare una buona insalatona, proprio non ce la faccio credetemi.
Per fortuna ho chiamato Antonio che mi ha prontamente segnalato alcune aziende limitrofe alla struttura dove alloggio. Ho già contattato Alessandra che spero mi risponda al più presto, conosco già il suo grandissimo extravergine: la raggiungerò, la saluterò e comprerò del buon olio. Per me e per la mia famiglia, e pure per il maitre.
Oggi ho parlato con il maitre del ristorante che mi ospiterà per diversi giorni, in un villaggio calabro, a Sibari. Gli ho chiesto se avevano altro olio e lui di pronta risposta mi dice: perché non è buono? È extravergine! Gli ho spiegato diverse cose, che ci sono diversi tipi di extravergine, era proprio alle prime armi in materia. Comunque si è mostrato interessato, ora gli dovrò portare un campione di olio buono e lo farò, anche perché dovrò acquistarne qualche bottiglia anch'io altrimenti non potrò mangiare un'insalata decente e non solo. Ieri ho mangiato una insalata di pesce, tra l'altro buonissima, praticamente senza olio. Vi pare ovvio?
Oli imbottigliati, di origine comunitaria, di scarsa qualità, classici difetti che ritroviamo in diversi extravergine commerciali. E questo è, ma anche un olio 100% italiano con notevole difetto di riscaldo. Quindi...
Si assiste inermi al fallimento del comparto, c'è poco da fare, è così. C'è poca cultura del prodotto (nonostante i tantissimi sforzi) mista alla concorrenza spietata sui prezzi, è extravergine mi ha risposto il maitre. Il ristorante vuole solo la garanzia che il prodotto sia extravergine, meglio se costa poco, il resto sono chiacchiere. Eppure, dico io, questi sono luoghi frequentati da migliaia di persone dove si potrebbe fare tanto ma siamo così presi dalla frenesia, dalla velocità, dal gestire la massa che ci sfuggono particolari fondamentali.
L'olio lo usiamo dappertutto, cambia il piatto, se è cattivo lo rovina in maniera irreparabile, rovina un buon lavoro fatto dal cuoco ma nessuno se ne rende conto. Ciò che più mi fa stare male però è non poter mangiare una buona insalatona, proprio non ce la faccio credetemi.
Per fortuna ho chiamato Antonio che mi ha prontamente segnalato alcune aziende limitrofe alla struttura dove alloggio. Ho già contattato Alessandra che spero mi risponda al più presto, conosco già il suo grandissimo extravergine: la raggiungerò, la saluterò e comprerò del buon olio. Per me e per la mia famiglia, e pure per il maitre.
di Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
A Teano il corso di primo livello per assaggiatori di olio da olive
Abbiamo bisogno di comunicazione e quindi di esperti del settore olio
da olive, c’è bisogno di cultura di prodotto e di educazione al consumo della
qualità. E’ questo ciò che serve al consumatore per farlo diventare consapevole
e perché no, farlo anche innamorare e diventare un professionista assaggiatore.
L’APROL Campania (Associazione
Produttori Olivicoli), in collaborazione con UNAPROL, ha organizzato un corso per la determinazione dell’idoneità
fisiologica all’assaggio degli oli da olive secondo quanto previsto dal DM
18.06.2014, della durata complessiva di 36 ore.
Il corso di formazione, aperto
ad un numero massimo di 25 persone, rappresenta il primo livello del
percorso di formazione per chi ha l’ambizione di diventare un esperto
assaggiatore ed è riconosciuto e
autorizzato dalla Regione Campania.
I docenti saranno tutti di formazione universitaria e
consolidata esperienza e sono regolarmente iscritti all'elenco nazionale dei
tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini e con loro
saranno trattati i principali argomenti che riguardano:
I fattori della qualità degli oli vergini di oliva;
L’influenza delle pratiche agronomiche, della difesa della pianta e
delle varietà sulle caratteristiche qualitative dell'olio d'oliva;
La tecnologia di estrazione ed il controllo di processo;
Il quadro normativo della definizione della qualità;
La tecnica per l'analisi sensoriale dell'olio di oliva;
Prove pratiche di assaggio con descrizione delle caratteristiche
positive e negative degli oli vergini.
Al termine del corso sarà rilasciato un diploma di partecipazione a coloro che avranno frequentato non
meno dell’80% delle ore di lezione ed il Certificato di Idoneità Fisiologica all’assaggio (a
seguito superamento prove) da una commissione costituita dal Capo Panel e da
esperti assaggiatori. L’attestato, insieme ad una attività documentata di
almeno venti sedute di assaggio di allenamento, costituisce il requisito
fondamentale per l'iscrizione all'Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli
Oli d'oliva Extravergini e Vergini.
Il corso si terrà nelle seguenti date:
Il corso si terrà nelle seguenti date:
23 – 24 – 25 febbraio 2017 dalle
ore 14:00 alle ore 19:00
03 – 04 – 10 – 11 marzo 2017 dalle
ore 14:00 alle ore 19:00
Sede del corso è il Frantoio
Oleario Migliozzi Enrico - Via Ponte degli Svizzeri n° 1 – Teano (Ce). La quota di iscrizione è di euro
100,00 ed è inclusa una degustazione di prodotti tipici locali con
abbinamento degli oli di qualità che si terrà alla fine dei lavori.
Per partecipare è necessario compilare
il modulo di adesione presente in calce ed inviarlo via mail ad uno dei contatti sotto riportati entro e non oltre, pena l’esclusione, il 10 febbraio 2017.
Organizzazione e contatti:
Alessandro
Mezzacapo – mobile 347.8912664 mail: alessandromezzacapo@gmail.com
Vincenzo
Nisio – mobile 338.6886368 mail: vincenzonisio@gmail.com
Massimiliano
Zullo – mobile 328.3722377 mail: massimilianozullo@gmail.com
Capo Panel:
Maria
Luisa Ambrosino – Capo Panel
presso la CCIAA di Napoli
QUI potete scaricare il
programma del corso con i dettagli.
QUI
potete scaricare il modulo di adesionedi Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
L’autolesionismo inconsapevole
Si, può anche essere una considerazione inutile ma quello che entra
nelle case degli italiani è un prodotto disuguale, non omogeneo ne somigliante
a quello che dovrebbe essere. Fare un buon extravergine da olive non è
difficilissimo ma neppure semplice e spesso non tutti seguono almeno quei piccoli
accorgimenti per ottenere un prodotto decente. Ci
ritroviamo sempre a criticare gli oli di origine comunitaria o extracomunitaria
(per carità, liberi di farlo con le dovute ragioni) ma senza mai guardare in
casa nostra cosa succede. Ebbene spesso mi capita di assaggiare oli difettati del
tutto privi di buoni odori, prodotti da olivicoltori, che arrivano sulle tavole
di amici e famiglie come oli da olive biologici (che non hanno subito alcun
trattamento), naturali e genuini. Il fatto che l’olivicoltore non effettui
alcun trattamento agli alberi è sinonimo di sicurezza per la gran parte dei
consumatori. Non ditemi che non è vero! L’olivicoltore “medio” non si serve di
alcuna consulenza tecnica, di un agronomo che gli consigli cosa fare nell’uliveto
per produrre un olio di qualità e questa è una grave mancanza per un’opportunità
di crescita professionale.
A macchia d’olio, una bella antologia
E’ un’opera sostenuta dallo Short Master in “Strategie produttive e di
marketing per la valorizzazione dell’Olio Extra Vergine ad elevato valore
salutistico”, organizzato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” in
collaborazione con il Comune di Bitonto. Ne sono curatrici la dottoressa Maria Lisa Clodoveo e la dottoressa
Maria Antonietta Colonna, entrambe felici del grande sostegno offerto dalle
persone che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di questo
progetto scientifico, didattico e letterario. Clodoveo, ringraziando i numerosi
scrittori che hanno raccontato le loro storie, si dice «commossa, divertita e stupita». Per la Colonna è stata la
realizzazione di un sogno: condiviso, accarezzato, partecipato, al quale si è
aggiunta la giusta dose di entusiasmo e creatività proprio “A macchia d’olio”.
Anche il Prof. Bernardo De Gennaro,
che firma le “istruzioni per l’uso” parla di entusiasmo e asserisce che «il racconto, da millenni, costituisce la
forma di comunicazione che, attraverso le emozioni, accende il desiderio nelle
persone ancor prima di provare effettivamente un prodotto o una esperienza».
L’obiettivo della pubblicazione del libro, conclude il rettore dell’Università degli
Studi di Bari Prof. Antonio Felice
Uricchio, è quello di sostenere le aziende produttrici di olio extravergine
nell’instaurare un rapporto di empatia con il cliente al fine di coinvolgerlo
emotivamente durante il processo di acquisto e di consumo.
La Regione Campania incontra gli allevatori del Matese, un bell'incontro
E’ stata una bella mattinata quella trascorsa ieri, una bella
esperienza su uno dei prodotti che amo ma sul quale, ahimè, ho ancora poca
cultura: il formaggio. Eppure il Matese, pur essendo potenzialmente in grado di
esprimere delle vere eccellenze, sembra rimasto fermo per diversi anni. Nessuna
formazione, nessuna crescita per la qualità delle produzioni lattiero casearie,
tranne qualche piccola e rara realtà che in maniera indipendente ha seguito un
percorso di miglioramento. Comunque è di
questo che abbiamo bisogno per ripartire e ne parlo con molto piacere perché ieri “finalmente”
ho assistito con interesse a ciò che l’Assessorato Agricoltura della Regione
Campania sta facendo con il Concorso dei
formaggi a latte crudo. Si tratta di una rassegna rivolta ai caseifici campani
che utilizzano latte crudo, che mira sostanzialmente a promuovere e valorizzare
le tipiche produzioni regionali ma soprattutto a divulgare le peculiarità e le
caratteristiche organolettiche dei formaggi per stimolare i consumatori verso
una scelta più consapevole. Bello anche l’inserimento, per questa terza
edizione, di una sezione speciale dedicata ai formaggi provenienti da
allevamenti alimentati esclusivamente al pascolo. Siamo stati in una delle
aziende più rappresentative del territorio, antesignana del formaggio di
qualità e di allevamenti di razza selezionati: è la cooperativa agricola Falode le cui strutture allevatoriali e
agrituristiche stazionano a più di mille metri di altezza, sul lago del Matese.
L'amaro mondo dell'olio
Carissimi olivicoltori chiudete i battenti o, se proprio non volete,
rassegnatevi. Lo dico in primis a me stesso, essendo anch'io produttore di olio
da olive. Vorrei condividere con voi e soprattutto con i consumatori questa mia
piccola esperienza, una telefonata da un
uomo del Sud. Ho investito tanto negli ultimi due anni in olivicoltura,
riprendendo un vecchio uliveto e impiantando nuovi ulivi, e mi rendo sempre più
conto di quanto l'agricoltura soffra proprio da dentro e che nessuno, nessuno,
negli ultimi 60 anni sia riuscito a valorizzare questa grande risorsa.
E così venerdì sera ricevo una telefonata da quest'uomo che tutto
contento si presenta e dice di essere uno che gestisce, come commerciante,
circa 200 ristoranti e che avrebbe dovuto fornire loro olio extravergine sia
per i tavoli e sia per la cucina. Mi chiede disponibilità quindi, sia di
bottiglie che di lattine. Immaginate come ero contento io: mi dice che gli era
piaciuto il nostro progetto, il marchio, il sito internet e incuriosito ci
aveva telefonato. Poi conosco la zona, aggiunge, ci sono stato e so che da
quelle parti si produce del buon olio. Bene, dopo una breve e intensa
chiacchierata la mia domanda sorge spontanea: ma scusi, in Calabria non c'è l'olio che lei me lo chiede a me?
Viene fuori che in Calabria quest'anno si farà poco olio e di scarsa qualità
per cui è costretto ad acquistarlo fuori regione. Non so se questo sia vero,
non credo, ma lui ha bisogno di grandi quantità e continuiamo a parlare venendo
al dunque. Il prezzo. Il prezzo.
Matesè, i grandi progetti partono dal basso
Risollevare le sorti di un territorio che quasi non esiste nello
scenario delle produzioni di qualità, nel senso che non è abbastanza
conosciuto, è un impegno di tutti. O dovrebbe esserlo, ma fino ad oggi pochi si
sono fatti avanti con proposte concrete. Non è giusto, il Matese merita di più
perché è grande espressione di storia e cultura gastronomica, gode di uno dei
paesaggi più belli d’Italia, di un clima eccezionale, di sane persone e quindi
di produzioni eccellenti.
Nasce così matesè e questa sarà la volta buona. Si,
ne sono convinto perché è un progetto che si fonda sull’amore, sulla passione
autentica, sulla cultura, sull’identità e sulla memoria del territorio. E’
questa la visione con la quale Umberto
Doti, ideatore e realizzatore del progetto, sta unendo sotto un
marchio unico i prodotti d’eccellenza del Matese. Umberto sta creando una
realtà fatta di giovani, dinamica, che mira a “crescere insieme ad un
territorio” ancora inesplorato e tutto da scoprire. E’ bellissimo, anche l’idea
di coinvolgere solo aziende artigiane a conduzione familiare che impiegano solo
materie prime selezionate e che garantiscono – grazie alla lavorazione manuale
e peculiare – la genuinità tipica di questa terra. E non solo i produttori, ma
anche chi sta “dietro le quinte”, come designer per la creazione del logo,
grafici per la creazione delle etichette e per le stampe: sono tutti del
territorio, per dimostrare che uniti siamo più forti e possiamo aiutare la
crescita e la valorizzazione. L’idea è quindi quella di avere un Brand unico da
vendere, selezionando produttori e prodotti locali di qualità. Che ve ne pare?
Astringente, amaro e piccante. L’autentico extravergine
Se pensiamo al passato, alla storia, notiamo che molti prodotti
alimentari hanno subito una massiccia evoluzione, soprattutto della materia
prima che è passata da prodotto commodity
a prodotto con un marchio di origine e tutela. Il vino da questa evoluzione ne
è uscito vincitore, il consumatore oggi è in grado di distinguere le diverse
fasce di prezzo a seconda della diversa qualità, delle differenze fra i diversi
vini. Sul mercato internazionale invece notiamo che il consumatore non pone
molta fiducia nell’olio extravergine, non è infatti disposto a pagarlo cifre
nettamente superiori al semplice olio di oliva raffinato. In Italia viviamo
situazioni di controsenso assoluto in cui
l’olio extravergine sfuso molto spesso si colloca - come prezzo - al di sotto
dell’olio di oliva raffinato.
Purtroppo ancora oggi abbiamo difficoltà a comunicare alcune
caratteristiche tipiche dell’extravergine, facendo difficoltà a
commercializzare prodotto autentico e di qualità. L’olio ricavato dalle olive è
un prodotto molto molto complesso ma possiamo semplificare dicendo che ciò che
fa la differenza fra gli extravergini è sostanzialmente la chimica. L’extravergine autentico va consumato
certamente per piacere ma anche e soprattutto come investimento per la propria
salute, perché sono davvero tanti gli effetti terapeutici dell’olio, a
partire dagli antiossidanti. Sono tre tipi quelli particolarmente attivi
nell’olio extravergine di qualità: Vitamina
E, Biofenoli e Squalene.
Portare l’olio in vacanza, al ristorante
Si, purtroppo succede e non è nemmeno un caso isolato. Si sa, la
ristorazione sull’olio molto spesso scivola e per chi è abituato a consumare
extravergine di qualità durante i pasti è un problema abbastanza serio. Non c’è
insalata senza olio buono, ne altra pietanza che merita di essere condita bene
e apprezzata dal palato e quindi non si può rinunciare ad un buon extravergine
a tavola. Cosa si fa quando si va in vacanza per esempio?
La riflessione nasce ogni anno, da diversi anni e purtroppo è sempre
uguale. Nulla cambia. Quest’anno mi unisco ad una proposta lanciata da Giorgio Tamaro, produttore
molisano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, sul proprio profilo Facebook:
“quando si va al ristorante portarsi
dietro una bottiglietta dell'olio preferito (che sia rumignana, coratina,
dritta, itrana, ortice, tonda iblea, ogliarola ecc. ecc.) metterla in evidenza
sul tavolo se il ristoratore è un illuminato accetterà il confronto altrimenti
sarà una bella lezione. Non è possibile rovinare un ottimo piatto con un olio
scadente. Sarebbe come se a un bel quadro mancasse la firma dell'autore”.
Purtroppo anche quest’anno ho ritrovato nel ristorante dell’hotel dove
sono in vacanza - peraltro in Salento, patria degli ulivi e dell’olio – un olio
da olive di scarsissima qualità e difettato. Peraltro una miscela di oli di
oliva dell’unione europea per la quale non ho nulla da eccepire se fosse stata
di qualità. Io l’olio l’ho portato da casa, ed ho voluto portare con me un olio
pugliese fra quelli che amo di più: il CRU
Bio dell’azienda olivicola Monterisi
di Andria, premiata fra l’altro anche al Buonolio Salus Festival 2016. E’ un
monocultivar di Coratina, varietà autoctona proprio della zona di Andria,
deciso e anche un po’ aggressivo. Fruttato medio tendente all’intenso con profumi
vegetali che ricordano il pomodoro, le erbe aromatiche e la cicoria. Al gusto è
amaro e piccante con retrogusto di cardo e rucola, carciofo e cicoria.
di Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
L’Oleocantale è il nuovo valore aggiunto per il produttore e per l'olio di qualità
Per la prima volta il 23 Aprile 2016, è stato presentato
l'ARISTOLEOTM Test Kit in Italia, a Piedimonte Matese in provincia
di Caserta, in occasione della 3° edizione di Buonolio Salus Festival. Il tema
era “l'Olio che verrà”, e non poteva esserci occasione migliore per affrontare
un argomento poco diffuso tra gli
olivicoltori ed i frantoiani italiani: il contenuto polifenolico nell'olio di
oliva e l'uso del “claim” alimentare
sui polifenoli.
I polifenoli sono componenti minori, specifici dell’oliva e
pertanto presenti nell'olio di oliva ma in quantità molto variabili che hanno importanti effetti benefici per la
nostra salute, grazie a spiccate proprietà antinfiammatorie, anti-ossidanti ed
anti-tumorali.
Un piccolo resoconto del Buonolio Salus Festival
Si è appena conclusa la terza edizione del Festival e già si pensa al
prossimo appuntamento, nel 2017. Siamo fieri, entusiasti, soddisfatti per aver
dato il massimo, per averci messo l’ingrediente più semplice: l’amore. E se è vero che l’amore può
cambiare il mondo, questa è la strada giusta e noi continuiamo a percorrerla
perseverando. Siamo riusciti a dare la nostra visione diversa dell’olio
estratto dalle olive, mediante la cultura e con momenti davvero interessanti,
ricevendo consensi e appoggio morale per il futuro. Grandi artisti come Silvano D’Orsi, Antonio Nisio e Giovanna D’Ausilio hanno esposto le loro opere, raccontando attraverso
l’arte, con forme insolite, l’ulivo, il paesaggio e la storia. Siamo stati
bene, in una location del tutto attinente alla rassegna: il Museo Civico Raffaele Marrocco (MuCiRaMa), diretto dalla ottima
dottoressa Raffaella Martino.
Sai quanto fa bene il tuo olio? ARISTOLEO ™ Test Kit arriva in Italia
Al Buonolio
Salus Festival ci sarà anche Tereza Koulaktsi, esperta ed
appassionata di olio di oliva di qualità. Teresa è esperto tecnico assaggiatore
di oli vergini ed extravergini presso l'albo nazionale degli assaggiatori
e dal 2014 membro del Comitato Professionale d'Assaggio della CCIAA di Trieste.
Nel tempo libero, quando c'è, partecipa da giudice in concorsi nazionali ed
internazionali ed organizza seminari di educazione al consumo. Dall'inizio del
2016 la sua azienda importa e distribuisce in esclusiva per l'Italia Aristoleo™
TEST KIT che permette in modo economico e efficace di quantificare le
proprietà salutistiche nell'olio di oliva extravergine.
Cosa ci sarà al Buonolio Salus Festival?
“L’olio che verrà” è il tema della terza
edizione della rassegna, proposta nel Museo Civico Raffaele Marrocco di
Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, nel complesso conventuale domenicano
fondato negli ultimi anni del XIV secolo.
L’appuntamento, molto articolato nelle attività e teso a dare una visione
diversa dell’ulivo e dell’olio, è in programma dal 23 al 25 aprile prossimi.
Il Festival, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Buonolio in
collaborazione con I Templari del Gusto,
noto portale e blog enogastronomico, ospiterà una serie
di attività didattiche, corsi di assaggio e percorsi di avvicinamento all’olio
per quanti vorranno scoprire le peculiarità e le caratteristiche dell’autentico
extravergine.
Dal 23 al 25 aprile prossimi la terza edizione del Buonolio Salus Festival
Taglia il terzo traguardo il Buonolio Salus Festival, appuntamento teso a dare una visione
diversa dell’ulivo e dell’olio, in programma dal 23 al 25 aprile prossimi. Tema di questa edizione 2016 sarà “L’olio che verrà”, con una proposta
molto articolata e presentata nel Museo
Civico Raffaele Marrocco di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, nel
complesso conventuale domenicano fondato negli ultimi anni del XIV secolo. Il Festival, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Buonolio in
collaborazione con I Templari del Gusto,
noto portale e blog enogastronomico (itemplaridelgusto.it), ospiterà una serie
di attività didattiche, corsi di assaggio e percorsi di avvicinamento all’olio
per quanti vorranno scoprire le peculiarità e le caratteristiche dell’autentico
extravergine. Tra le attività in programma: dibattiti, dialoghi, letture, spettacoli, mostre, rappresentazioni e
incontri con i più piccoli per rivelare l'anonimo “mondo” dell'olivicoltura e
del paesaggio olivicolo.
Contro l'olio tunisino senza un vero motivo
Ultimamente
si parla solo di olio tunisino e dell’importazione senza dazi doganali delle 35.000 tonnellate di olio approvate dal
Parlamento Europeo, ce n’è davvero per tutti e di tutti i gusti. Soprattutto è
la politica italiana a primeggiare questa scena, con dichiarazioni eclatanti
del tutto prive di ogni fondamento. Fermo restando che siamo tutti a favore dell’agricoltura italiana e
al consumo delle produzioni eccellenti del nostro Bel Paese, c’è da essere
coerenti e coscienti e prendere atto della realtà. Con tutto il clamore delle
notizie sono molti i consumatori che hanno paura dell’olio che mangiano,
pensando chissà quale “monnezza” gli porteranno sulle tavole. Come sono molte
le forze politiche e le associazioni di categoria a proclamare danni
all’economia italiana e al settore agricolo, in particolare quello dell’olio.
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