Uno di quei momenti in cui il passato si materializza e rievoca in qualche modo quegli istanti vissuti tra periodi di grande difficoltà e di grande gioia. Una contraddizione se vogliamo, uno spaccato, quello del grano, che accompagna l’uomo da millenni e che ha costruito la nostra cultura. Il convegno, organizzato dalla Pro Loco Casali di Faicchio presso la sala consiliare del Comune di Faicchio, è stato davvero un bel momento di aggregazione e condivisione degli aspetti più importanti legati al tema di discussione che hanno scelto: “Lo straordinario viaggio di un chicco di grano”. Tema più centrale che mai se si pensa che il grano è meravigliosamente in viaggio da secoli e secoli ed è ancora estremamente presente nei ricordi e nel sangue di ognuno di noi. Il grano rappresenta l’essenziale, la semplicità, il momento per riflettere e chiedersi in quale direzione stiamo andando. È stato giusto perciò dedicare del tempo anche alla storia, senza la quale non potremmo capire l’oggi e le nostre distrazioni, gli abusi, l’offesa alla natura e alla terra, le nostre negligenze.
Visualizzazione post con etichetta sensazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sensazioni. Mostra tutti i post
Lo straordinario viaggio di un chicco di grano
Uno di quei momenti in cui il passato si materializza e rievoca in qualche modo quegli istanti vissuti tra periodi di grande difficoltà e di grande gioia. Una contraddizione se vogliamo, uno spaccato, quello del grano, che accompagna l’uomo da millenni e che ha costruito la nostra cultura. Il convegno, organizzato dalla Pro Loco Casali di Faicchio presso la sala consiliare del Comune di Faicchio, è stato davvero un bel momento di aggregazione e condivisione degli aspetti più importanti legati al tema di discussione che hanno scelto: “Lo straordinario viaggio di un chicco di grano”. Tema più centrale che mai se si pensa che il grano è meravigliosamente in viaggio da secoli e secoli ed è ancora estremamente presente nei ricordi e nel sangue di ognuno di noi. Il grano rappresenta l’essenziale, la semplicità, il momento per riflettere e chiedersi in quale direzione stiamo andando. È stato giusto perciò dedicare del tempo anche alla storia, senza la quale non potremmo capire l’oggi e le nostre distrazioni, gli abusi, l’offesa alla natura e alla terra, le nostre negligenze.
Evoluzione, una grande opportunità per gli operatori del settore
Quando si
parla di olio si fanno sempre scoperte nuove, è un mondo infinito, complesso, scivoloso,
un orizzonte senza inizio e senza fine e tutto questo semplicemente perché è un
mondo in continua “evoluzione”. Ed è così che nasce uno stimolante evento dalla
partnership fra La Pecora Nera Editore,
casa editrice a indirizzo enogastronomico
attiva nel Lazio, in Lombardia e in Piemonte e Simona Cognoli, esperta di olio e titolare di Oleonauta, società di promozione e valorizzazione
dell'olio extravergine di oliva.
Evoluzione, percorsi per l’extravergine di qualità, questo il
nome dell’evento che si terrà a Roma
lunedì 11 dicembre presso le sale dell’Hotel Savoy, dalle ore 11:00 alle ore
18:00, interamente rivolto agli operatori di settore, con banchi di
assaggio e diverse iniziative fra le quali un corso formativo sull’olio che si
terrà durante la giornata in 4 orari differenti e completamente gratuito. Non
mancheranno ovviamente le conversazioni con personaggi di spessore del mondo
oleario come Maurizio
Pescari, giornalista esperto di olio, che condurrà i "dialoghi sull'olio" con
interviste brevi ai protagonisti del settore - prima di tutto i produttori che
partecipano a Evoluzione - e agli amici delle associazioni che si adoperano con
grande impegno alla formazione e alla diffusione della cultura dell'Olio. Saranno
con noi Luigi
Centauri di Capol, Alyssa Mattei e Paola Consolini di Knoil, Gianfranco De Felici,
Francesco Travaglini di Extrascape, Vincenzo Nisio, Cosimo Damiano Guarini, Palma Esposito,
Johnny Madge,
Daniele
Brugiotti e anche gli amici del
vino Luca
Giovannucci di SIS, Alessandro Brizi di Onav, Antonello Mostacci
di Ars.
Dove sta Dio, si è perso Dio
Sarà. Sarà che sia strano io ma non ho dubbi: la nostra è una società colpita da gravi mancanze. Sarà banale, forse anche scontato, ma è proprio quello che sento. Le intendo come insufficienze, carenze, assenze: di uomini come di cose, materiali e immateriali, mancanza di spiritualità interiore.
A iniziare dal lavoro, da ciò che restituisce dignità e autonomia. A volte si perde completamente la propria autenticità, rinunciando così alla propria indipendenza per il desiderio di essere i primi e sembrare più intelligenti. Si resta legati a vecchi modus operandi, adeguandosi a modi di fare già sperimentati e camminando su strade già percorse. Si torna indietro insomma, accettando compromessi e strategie avariate a discapito della propria libertà, a scapito del pensare con la propria testa per concepire nuove idee e sperimentare. Basterebbe produrre qualcosa di proprio, frutto delle proprie capacità, invece di realizzare i sogni di qualcun altro restando dipendenti e sottomessi.
Penso soprattutto ai giovani, induriti e spenti, ma “contenti” di aver ricevuto dalla società la giusta tecnologia per essere soppressi e privati dei propri sogni, privati di pensare. La grande esigenza è guardare avanti e se necessario uscire anche fuori dagli schemi, rischiare e mettersi in gioco senza avere paura. Bisogna accogliere le sfide, quelle vere, quelle che puoi anche perdere perché nulla è detto. Noi giovani abbiamo una grossa responsabilità, che è quella di non rinunciare – costi quel che costi – alla propria libertà e indipendenza. Optare per la strada più facile, essendo anche l’attore principale di una regia composta da altri, è da perdenti. Non serve. Prima o poi nella vita saremo tutti chiamati a rispondere delle proprie scelte e delle proprie azioni. Ma cosa si scatena in certe persone, cos’è che li fa sentire onnipotenti. L’ignoranza? E’ questione di cultura? Questi onnipotenti dovrebbero prendersi le responsabilità per aver creato un sistema di favoritismo per il quale un’intera generazione continua a pagare i danni.
E di quel sistema di valutazione degli individui, chiamato meritocrazia, che farebbe trovare spazio ai tanti talenti di cui il nostro Paese ha tanto bisogno, soprattutto in questo momento, ne vogliamo parlare? La mia vita si fonda su tre valori dai quali non posso prescindere: la libertà, l’indipendenza e l’autenticità. Pago e talvolta il prezzo è alto, ma non fa niente: ne vado fiero e sono contento di aver ricevuto una buona educazione dai miei genitori. Rinunciare a questi valori vorrebbe dire non esistere.
Bisognerebbe tornare ad emozionarsi - ma nel modo che intendo io - delle meraviglie del mondo, della vita e del vivere quotidiano, tornando a praticare quei valori perduti quali il rispetto e l’umiltà, considerando che prima di ogni cosa siamo esseri umani, persone, tutti uguali. Lo so, chiedo troppo, ma è istintivo. Ciò che manca è l’essenziale e per ritrovarsi non c’è cosa più sana di stabilire una forte relazione con Dio: ovvero con la Terra, col silenzio e con gli amici insetti, con le pietre. Guardare negli occhi gli alberi, ascoltarli, sporcarsi le mani, trovare le parole giuste, ritrovare un equilibrio, la strada. Dio è la Terra che ci ospita, quella che calpestiamo, della quale non abbiamo più rispetto, quella che ci ha insegnato tutto quello che abbiamo perduto, dimenticato, compresi i comportamenti, gli atteggiamenti e le regole. Tutta questa triste realtà dipende proprio da questa domanda: dove sta Dio? Si è perso Dio, si, ma solo dentro di noi. Non tutti però, attenzione. Non tutti l’hanno perso, qualcuno è salvo.
di Vincenzo Nisio - tutti i diritti riservati
Il valore invisibile dell'olio autentico
Il più antico testimone del mondo è l'Ulivo, su questo dobbiamo essere d'accordo e non si può prescindere la sua importanza. Nel tempo, nella storia, ha unito genti, ne è stato l'elemento centrale e spirituale per millenni ed il suo olio estratto dai frutti ha nutrito e curato interi popoli. È stato elemento di salvezza. L'Italia ha sempre riconosciuto un grande valore a questo albero, tanto che dal 5 maggio 1948 diventa simbolo di pace della nazione nell'emblema della Repubblica italiana.
L'Italia ha il più grande patrimonio di biodiversità, con più di 500 cultivar diverse che esprimono una grande bellezza e richiedono un grande gesto da parte di tutti gli italiani: quello di tutelare questo grande patrimonio. Gli ulivi, come la vite, caratterizzano fortemente il paesaggio, sono motivo di attrazione turistica (lo potrebbero essere molto di più) e sono responsabili di quel sentimento di meraviglia che colpisce i visitatori quando si trovano davanti esemplari centenari o millenari.
L'Italia ha il più grande patrimonio di biodiversità, con più di 500 cultivar diverse che esprimono una grande bellezza e richiedono un grande gesto da parte di tutti gli italiani: quello di tutelare questo grande patrimonio. Gli ulivi, come la vite, caratterizzano fortemente il paesaggio, sono motivo di attrazione turistica (lo potrebbero essere molto di più) e sono responsabili di quel sentimento di meraviglia che colpisce i visitatori quando si trovano davanti esemplari centenari o millenari.
A macchia d’olio, una bella antologia
E’ un’opera sostenuta dallo Short Master in “Strategie produttive e di
marketing per la valorizzazione dell’Olio Extra Vergine ad elevato valore
salutistico”, organizzato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” in
collaborazione con il Comune di Bitonto. Ne sono curatrici la dottoressa Maria Lisa Clodoveo e la dottoressa
Maria Antonietta Colonna, entrambe felici del grande sostegno offerto dalle
persone che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di questo
progetto scientifico, didattico e letterario. Clodoveo, ringraziando i numerosi
scrittori che hanno raccontato le loro storie, si dice «commossa, divertita e stupita». Per la Colonna è stata la
realizzazione di un sogno: condiviso, accarezzato, partecipato, al quale si è
aggiunta la giusta dose di entusiasmo e creatività proprio “A macchia d’olio”.
Anche il Prof. Bernardo De Gennaro,
che firma le “istruzioni per l’uso” parla di entusiasmo e asserisce che «il racconto, da millenni, costituisce la
forma di comunicazione che, attraverso le emozioni, accende il desiderio nelle
persone ancor prima di provare effettivamente un prodotto o una esperienza».
L’obiettivo della pubblicazione del libro, conclude il rettore dell’Università degli
Studi di Bari Prof. Antonio Felice
Uricchio, è quello di sostenere le aziende produttrici di olio extravergine
nell’instaurare un rapporto di empatia con il cliente al fine di coinvolgerlo
emotivamente durante il processo di acquisto e di consumo.
L'amaro mondo dell'olio
Carissimi olivicoltori chiudete i battenti o, se proprio non volete,
rassegnatevi. Lo dico in primis a me stesso, essendo anch'io produttore di olio
da olive. Vorrei condividere con voi e soprattutto con i consumatori questa mia
piccola esperienza, una telefonata da un
uomo del Sud. Ho investito tanto negli ultimi due anni in olivicoltura,
riprendendo un vecchio uliveto e impiantando nuovi ulivi, e mi rendo sempre più
conto di quanto l'agricoltura soffra proprio da dentro e che nessuno, nessuno,
negli ultimi 60 anni sia riuscito a valorizzare questa grande risorsa.
E così venerdì sera ricevo una telefonata da quest'uomo che tutto
contento si presenta e dice di essere uno che gestisce, come commerciante,
circa 200 ristoranti e che avrebbe dovuto fornire loro olio extravergine sia
per i tavoli e sia per la cucina. Mi chiede disponibilità quindi, sia di
bottiglie che di lattine. Immaginate come ero contento io: mi dice che gli era
piaciuto il nostro progetto, il marchio, il sito internet e incuriosito ci
aveva telefonato. Poi conosco la zona, aggiunge, ci sono stato e so che da
quelle parti si produce del buon olio. Bene, dopo una breve e intensa
chiacchierata la mia domanda sorge spontanea: ma scusi, in Calabria non c'è l'olio che lei me lo chiede a me?
Viene fuori che in Calabria quest'anno si farà poco olio e di scarsa qualità
per cui è costretto ad acquistarlo fuori regione. Non so se questo sia vero,
non credo, ma lui ha bisogno di grandi quantità e continuiamo a parlare venendo
al dunque. Il prezzo. Il prezzo.
Matesè, i grandi progetti partono dal basso
Risollevare le sorti di un territorio che quasi non esiste nello
scenario delle produzioni di qualità, nel senso che non è abbastanza
conosciuto, è un impegno di tutti. O dovrebbe esserlo, ma fino ad oggi pochi si
sono fatti avanti con proposte concrete. Non è giusto, il Matese merita di più
perché è grande espressione di storia e cultura gastronomica, gode di uno dei
paesaggi più belli d’Italia, di un clima eccezionale, di sane persone e quindi
di produzioni eccellenti.
Nasce così matesè e questa sarà la volta buona. Si,
ne sono convinto perché è un progetto che si fonda sull’amore, sulla passione
autentica, sulla cultura, sull’identità e sulla memoria del territorio. E’
questa la visione con la quale Umberto
Doti, ideatore e realizzatore del progetto, sta unendo sotto un
marchio unico i prodotti d’eccellenza del Matese. Umberto sta creando una
realtà fatta di giovani, dinamica, che mira a “crescere insieme ad un
territorio” ancora inesplorato e tutto da scoprire. E’ bellissimo, anche l’idea
di coinvolgere solo aziende artigiane a conduzione familiare che impiegano solo
materie prime selezionate e che garantiscono – grazie alla lavorazione manuale
e peculiare – la genuinità tipica di questa terra. E non solo i produttori, ma
anche chi sta “dietro le quinte”, come designer per la creazione del logo,
grafici per la creazione delle etichette e per le stampe: sono tutti del
territorio, per dimostrare che uniti siamo più forti e possiamo aiutare la
crescita e la valorizzazione. L’idea è quindi quella di avere un Brand unico da
vendere, selezionando produttori e prodotti locali di qualità. Che ve ne pare?
Appunti di viaggio nella Terra degli Olivi: la Puglia da ricordare e quella da dimenticare
La destinazione è il Salento, il mare, ma con un obiettivo preciso: trascorrere una giornata non organizzata fra ulivi millenari e amici dell’olio. Tra gli alberi millenari si può percepire il vero valore dell'olio extra vergine d'oliva, sentirlo, quasi toccarlo. Poi però, in un ristorante, l'amara sorpresa
La Puglia è
terra di ulivi.
Lo si
immagina, si sa, ma quando ci si trova nel bel mezzo del paesaggio agrario esistente più antico del mondo, gli occhi fanno
fatica ad assistere allo scenario. Quest’anno la destinazione è il Salento, il mare,
ma con un obiettivo preciso: trascorrere una giornata non organizzata fra ulivi
millenari e amici dell’olio.
Sono diretto
a Melendugno, in provincia di Lecce, e durante il viaggio resto già
impressionato dagli innumerevoli chilometri percorsi osservando ulivi alla mia
destra e alla mia sinistra, segno indelebile di quello che è stato quest’albero
per tutti i popoli del mediterraneo. Pochi giorni e riparto alla volta di Montalbano
per incontrare l’amico Cosimo Damiano
Guarini, agronomo, autore, pugliese doc e profondo conoscitore della
materia, che trascorrerà del tempo con me facendo da Cicerone. Lascio la strada
statale per entrare nel paese e non posso non fermarmi su una stretta via
fiancheggiata da alberi monumentali e terra arida di colore rosso rubino: un
primo impatto che mi lascia in silenzio, solo sotto un sole cocente, ad
ascoltare i grilli e il vento che mai ha smesso di soffiare fra le foglie. Come
un’orchestra sempre a suonare, sempre a suonare, per centinaia e centinaia di
anni.
Il mio grazie, per il piacere che destano le cose nella loro semplicità e naturalezza
Oggi è il primo giorno e, se
vogliamo, possiamo accoglierlo come una nascita nuova. Io lo accolgo così, con
uno spirito di rinascita nella grande consapevolezza che il tempo, pur non esistendo, segna indelebili tracce nella vita,
nella crescita, nei percorsi, nel lavoro.
gastroliArt!
è un progetto, un’idea che nasce ad aprile 2013, da zero, come un mondo. Dalla
mia passione per l’ulivo e per l’olio e dalla diversa o più completa visione
che mi piace dare all'argomento, attraverso la storia e la cultura, siamo
arrivati ad oggi. Il blog è cresciuto e sono molte le persone che ogni giorno lo
visitano, sono onorato e contento di poter contribuire in maniera proficua e
dare delle informazioni utili, degli spunti di riflessione sui quali ragionare
e voce a chi ne vuole. E’ un progetto giovane, sicuramente non ancora maturo,
ma vivo e costante, persistente e ricco, vivace e complesso. E’ un disegno in
evoluzione, un progetto autentico.
Desidero perciò ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno sostenuto,
anche solo idealmente, il mio lavoro in questo trascorso 2015. Non è facile
essere costanti, restare aggiornati, affrontare con lo spirito giusto ogni circostanza
restando attaccati e rispettosi dei propri valori. Ma tutto, si sa, dipende
sempre e solo da noi. Grazie a tutti coloro che hanno espresso fiducia,
sincerità, affetto, buon umore, vicinanza, simpatia, amore e che – fondamentalmente –
rendono tutto questo possibile.
Infine, un grazie particolare. Il blog si è arricchito di nuovi
individui, unici nei loro valori, autori eccellenti che contribuiscono ad
accrescere la qualità. Sono onorato di essere parte di questo progetto. Un grande
abbraccio per la fiducia e il sostegno va agli amici Gianfrancesco D’Andrea,
Giovanna Mastrati,
Annalisa Gambuti
e Alessandro Mezzacapo.
Dimmi che olio sei
Molto spesso capita che amici produttori, come semplici consumatori, mi
fanno degustare l’olio per essere certi che non abbia difetti e che gli abbiano
venduto olio extravergine. E’ in fase di crescita la cultura dell’olio? No,
hanno una grande paura di essere frodati. In questi ultimi mesi si stanno
infatti registrando una serie di “allarmismi inutili” generati da folli
giornalisti e associazioni varie, e sta impazzando sul web la sacrosanta
notizia delle truffe sull’olio da olive.
La
frode sta nel prezzo
La qualità ha un costo, si sa ed è logico. Produrre un extravergine con
caratteristiche chimiche e organolettiche importanti dal punto di vista
soprattutto salutistico non è facile, ci vuole impegno, conoscenza e cultura.
Detto questo, mi sembra giusto e altrettanto logico pagare un extravergine di
qualità ad un prezzo maggiore di quelli che si trovano in commercio a 4 o 5
euro. Non che questi ultimi non siano buoni o siano addirittura “nocivi” (come
sostiene qualche ignorante), sono oli extravergini che non hanno spiccate caratteristiche
chimiche e organolettiche, sono prodotti da impianti intensivi o super
intensivi e con bassi costi di produzione. Spesso sono di origine comunitaria,
sono oli senza pretese, disponibili ad un prezzo basso, giusto, equo.
Luoghi dell'anima
E' stata una positiva contaminazione, oggi, la passeggiata fra gli ulivi di zio Mario Capobianco. E così, come piace a lui condividere questi straordinari momenti, condivido anch'io lo splendore di quei maestosi paesaggi, di quei colori e di quelle terrazze alle quali zio Mario ha assegnato un nome specifico, come segno di unione, frutto del suo amore per la montagna. Siamo partiti da quota zero per arrivare in cima, passeggiando a zig zag fra gli ulivi secolari di Tonda del Matese e Olivastro che silenziosi raccontano la storia di noi, figli di quella terra. Storie di famiglie, di eventi calamitosi che hanno lasciato un segno, come quelli dolosi del fuoco che ha bruciato gli ulivi ma non li ha uccisi; sono rinati in una nuova generazione, quella buona, capace di dare frutti nuovi nel ricordo dei vecchi tronchi. E poi il corbezzolo, il mirto, le erbe che manco conoscevamo bene e altri frutti dimenticati: è il capolavoro della natura che affascina, la percezione viva della bellezza, l’azione del tempo e il tutto, perfezionato dai racconti che man mano zio mi raccontava. Sono bastate due ore ma non mancherà il tempo di ritornare, lì, in quel palcoscenico naturale, nei luoghi della nostra cultura.
L’ulivo è un albero millenario dalle mille virtù, dicono che sia nato
insieme al mondo in segno di pace. L’alto casertano è un territorio ricco di
ulivi, quasi 400.000 alberi, e vocato alla produzione di olio extravergine da
olive di alta qualità.
Troviamo varietà autoctone, come la Tonda del Matese, che hanno
peculiarità uniche, sia chimiche che organolettiche. L’olio extravergine
prodotto nel Matese è un prodotto singolare, leggero e composto, dal fruttato
di oliva medio, verde con sentore di mela banana, carciofo, erba appena
falciata. Al sapore è deciso, con finale di bocca equilibrato tra amaro e
piccante, con riflessi di mandorla, erbe di campo e rucola.
QUI potete vedere le immagini
Il Sannio, custodito nei ricordi di chi lo ama
Non posso astenermi dal pensare alla Natura senza
rimandare la mia mente a concetti che sia per formazione culturale che per
istintivo interesse custodisco gelosamente nei miei ricordi. Quel concetto di
leopardiana memoria, infatti, di Natura intesa come “materia incorruttibile ed
eterna, che ha un proprio funzionamento meccanicistico di cui, ovviamente,
l’uomo è costretto a seguire le leggi”, è proprio quello che intendo; e quando l’uomo autonomamente e in maniera
anche subdola e scorretta decide di frenare il corso naturale degli eventi, o
di deviare il loro percorso, ci si deve aspettare un risarcimento danni…la
Natura dà e la Natura toglie, è proprio così, è questa la frase più gettonata e
talvolta retorica, che si sente in maniera ossessiva negli ultimi giorni, da
quando il Sannio, il polmone verde della Campania, è stato messo in ginocchio
da un alluvione spaventoso e violento. La furia dell’acqua che impetuosa e
veemente veniva dall'alto, si scontrava con quella che veniva giù da montagne franate
o saliva su da fiumi colmi e straripanti. Una notte maledetta che ha
trasformato la vita di centinaia di famiglie messe in ginocchio dall'impeto di
una natura “matrigna”, stanca e adirata, che si è scagliata prepotentemente e
senza pietà, contro tutto ciò che l’uomo ha costruito, quasi a voler fare una
prova di forza ed a voler dimostrare sicura vittoria. Perché si sa, la sfida
contro ciò che è incontrollabile è una sfida persa in partenza. Purtroppo a
pagare i danni sono stati imprenditori, che hanno costruito un impero o una
piccola azienda faticosamente, con il lavoro duro di anni ma, soprattutto,
quegli agricoltori ancora in attesa di godere del raccolto derivato dal lavoro
di un anno intero, che hanno visto distrutti i loro vigneti, perdendo così la
possibilità di produrre per i successivi anni. Ma c’è chi ha perso la propria
casa, gli abiti, le foto, bambini che hanno visto trascinare via dall’acqua e
dal fango i loro giochi, i loro libri di favole, i loro ricordi d’infanzia..
di Annalisa Gambuti
L’ulivo, un albero unico dal valore inestimabile
Cresce spontaneo o viene coltivato nelle regioni con clima
mediterraneo, mite, temperato. L’ulivo appartiene alla famiglia delle Oleaceae e può vivere anche fino a 4000
anni, come testimonia l’esemplare di Luras,
un piccolo comune della provincia di Olbia-Tempio nella regione storica della
Gallura, in Sardegna. E’ il più
anziano d’Europa e lo chiamano “su
grandhe donnumannu” (il grande nonno). E’ questa l’emozione che deve farci
amare quest’albero unico al mondo. Può raggiungere i venti metri di altezza e
può avere una chioma anche di 12 metri. Le foglie sono coriacee e lanceolate
mentre i fiori, piccoli, bianchi e profumati, sbocciano tra aprile e giugno. La
drupa è il frutto dell’ulivo, di forma ovale, carnosa, verdastra, rossastra,
violacea o nerastra. La maturazione e l’accumulo dell’olio avviene a partire
dal mese di settembre fino dicembre, a seconda delle aree di produzione e del
clima.
Expo: la grande fiera dei cibi che non fanno bene alla salute? Un video del professor Franco Berrino per riflettere
Quando a parlare è il dottor Franco Berrino, epidemiologo – direttore
del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva presso l’Istituto
Nazionale dei Tumori di Milano, ci si ferma a riflettere. Almeno un attimo.
Siamo tutti pronti per Expo, non ci sono dubbi e la curiosità è davvero tanta,
ed è talmente grande da trascurare involutamente tutti gli altri aspetti che
forse sono anche più importanti.
LOVOLIO, un viaggio fra virtù, curiosità, bellezza e cultura della pianta di olivo e del suo succo di olive
E’ vero ciò che è scritto nella prefazione di
Lovolio: i libri si scrivono per lasciare
un segno: sono tracce di memoria nel tempo. L’olio non è solo un banale
“grasso liquido” e il libro di Cosimo Damiano
Guarini, agronomo, ne è la prova esatta.
Nell’introduzione dell’autore si legge: “LovOlio è un progetto
di semplicità e condivisione, dove ciascuno può sentirsi a casa e mettere a
disposizione degli altri le proprie conoscenze: quelle scientifiche; quelle
tecniche e, non ultime, quelle della tradizione”.
Ormai l’olio da olive è all’attenzione di tutti e il libro si apre ad
uno scenario inconsueto, sia apre alla bellezza e al fascino della terra, alla
storia e alla cultura, agli aspetti nutraceutici, all’importanza che l’olio da
olive ricopre nella dieta mediterranea. E’ un libro felice, così mi piace
definirlo, perché è un libro che parla anche di amore per l’olio. Siamo
abituati a sentire solo il negativo, a commentare le frodi, a commentare gli allarmismi
confusionari; e invece l’olio va
raccontato, attraverso la riscoperta di quella identità perduta. Cosimo Damiano Guarini ha percorso la
strada della condivisione, realizzando il lavoro coinvolgendo autorevoli
personaggi e raccogliendo contributi esaltanti, straordinari, che attraversano
in maniera trasversale la materia passando dalle le virtù del prodotto alle
curiosità, alla storia e alla cultura. Non tralascia aspetti importanti come la
chimica, la nutraceutica ecc. Personalità autorevoli come Massimo Marianetti, neurologo e psicoterapeuta, Sandro Vannucci, giornalista, Carlo Franchini, professore di chimica
farmaceutica e tossicologia, Maurizio
Servili, esperto di chimica dell’olio, Luca
Crocenzi, Borsa Merci Telematica Italiana e Franco Mandelli, presidente nazionale dell’Ail contribuiscono con interventi
qualificati e prestigiosi a favore della conoscenza e della corretta
informazione.
Il libro dedica delle pagine anche a delle straordinarie illustrazioni,
per grandi e piccini, ridisegnate e colorate dalla nipotina dell’autore, Chiara
Guarini. Si tratta del Vocaboleario
che - come sostiene l’autore - è «un
piccolo seme sparso nella terra feconda della vita dei più piccoli, per far sì
che sin da bambini si possano scoprire tutte le ricchezze del mondo contadino,
la bellezza della buona cucina e l’attenzione verso un prodotto simbolo del
Mediterraneo».
Parte del ricavato dalle vendite dell'opera sarà devoluto in favore dell’AIL
(Associazione Italiana contro le Leucemie) per promuovere progetti di lotta.
Visitate anche il sito internet lovolio.it
No olio, no party
Ormai ho perso il conto di tutte
le persone - amici, parenti, amici degli amici degli amici, ristoratori e
conoscenti - che mi hanno chiesto dell’olio. Se ne avessi avuto a disposizione
50 quintali li avrei venduti tutti, senza badare troppo al prezzo. Ma di olio
d’oliva non ce n’è e questo è il punto dal quale partire e ragionare, nella
consapevolezza assoluta e per il bene di tutto il comparto.
No olio, no party. Almeno
per le piccole imprese olivicole, quelle che fanno produzioni eccellenti,
piccole quantità e grande qualità, con grande impegno. Si, perché le medie o
grandi imprese si sono organizzate, qualcuno ha anche deciso di non
confezionare olio, ma la maggioranza ha attinto olive o olio da altre zone
d'Europa o del mondo comunicandolo serenamente in etichetta. C'è trasparenza,
per carità, c'è consapevolezza e a mio parere non c'è niente di male. Quello
che manca è l'unicità e le variabili sensoriali dei nostri oli, delle nostre 538
varietà di olive. È l'Italia che
manca, più che l'olio. Le piccole aziende olivicole quindi, sono quelle che
soffrono di più, non c'è olio per fare marketing, per gli assaggi, per gli
eventi, per le fiere, per le guide. Ma non c'è neanche qualità, tranne in
qualche sporadico caso, per cui "a volte è meglio desistere che
perseverare".
Ho firmato, stop all’invasione dell’olio di palma
Ne ho già parlato QUI
qualche tempo fa: l’olio di palma fa male, questo è chiaro. Il fatto alimentare
ha lanciato, insieme a Great Italian Food Trade,
attraverso change.org,
una petizione: Stop all’invasione dell’olio
di palma. Molti hanno già deciso di sostituire l’olio di palma dai loro
prodotti a marchio, molti altri ancora non danno cenni. Mi sembra una causa
troppo importante e mi voglio impegnare anch’io, in maniera propulsiva, nei
miei limiti, ma con impegno.
Non mi dilungo a scrivere di questa petizione, ma vorrei che ognuno di
voi leggesse l’articolo del fatto alimentare che trovate QUI,
per diventare consapevoli ed essere correttamente informati. Dopodiché
firmerete anche voi la petizione. Io mi unisco a loro, dico “no” all’olio di
palma per motivi etici, ambientali e di salute. Condividete se volete e diamoci forza, uniti.
Potete sottoscrivere la petizione cliccando
direttamente QUI.
Ciao, Alessandro
Alessandro non è più tra noi. E’ venuto a mancare ieri, lo ricordo nell’infanzia
passata, abitavamo vicini e spesso si giocava insieme e ci si divertiva, si
condividevano frammenti di vita. Siamo stati amici, poi le strade – come spesso
accade – si sono divise, ma quelli erano altri tempi. Bisogna guardare avanti e avanti Alessandro non c’è, perché è venuto a
mancare ieri, a 36 anni e io, com'è giusto che sia, lo porterò nel cuore.
Dove sono i giovani?
La storia, la guerra, i segni indelebili e profondi di chi è
sopravvissuto e la nostra fortuna di avere l’opportunità di conoscere le
vicende del passato che sono parte integrante della nostra cultura. Ognuno
dovrebbe conoscerne i dettagli, le testimonianze, i volti, ognuno dovrebbe
conoscere la memoria di quegli uomini che hanno compiuto una vita straordinaria
e talvolta gesti di grande umanità.
L'Italia dell'olio che fa l'Italia
Ci sono grossi gruppi oleari che
lavorano bene, tuttavia le frodi e gli imbecilli non mancano mai. Questo è
chiaro. In Italia però, primo importatore mondiale di olio, se ne vedono e se
ne sentono di tutti i colori. A volte siamo anche noi a “tirarci la zappa sui
piedi”, a far parlare della nostra nazione in maniera scorretta e a permettere
certi atteggiamenti che mettono solo paura al consumatore e restituiscono una
immagine sporca e surreale dell’olio italiano. Fatevi un giro in internet, si
leggono cose incredibili, tutti
rimettono la propria visione sull’olio, sulle frodi e sulle adulterazioni, sui
prezzi che non devono essere inferiori a 8 euro altrimenti è truffa! Chi sono
costoro? Parlano di olio adulterato come se conoscessero a fondo i particolari,
fanno inchieste facili e surreali.
Iscriviti a:
Post (Atom)
IN EVIDENZA
Nasce Antico Podere Matesino, un'azienda giovane al passo coi tempi
È sempre un piacere scrivere di coraggio, di voglia di fare le cose, di non cullarsi sugli allori, di rischiare qualcosa per essere l...














