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Il mio grazie, per il piacere che destano le cose nella loro semplicità e naturalezza

Oggi è il primo giorno e, se vogliamo, possiamo accoglierlo come una nascita nuova. Io lo accolgo così, con uno spirito di rinascita nella grande consapevolezza che il tempo, pur non esistendo, segna indelebili tracce nella vita, nella crescita, nei percorsi, nel lavoro.

gastroliArt! è un progetto, un’idea che nasce ad aprile 2013, da zero, come un mondo. Dalla mia passione per l’ulivo e per l’olio e dalla diversa o più completa visione che mi piace dare all'argomento, attraverso la storia e la cultura, siamo arrivati ad oggi. Il blog è cresciuto e sono molte le persone che ogni giorno lo visitano, sono onorato e contento di poter contribuire in maniera proficua e dare delle informazioni utili, degli spunti di riflessione sui quali ragionare e voce a chi ne vuole. E’ un progetto giovane, sicuramente non ancora maturo, ma vivo e costante, persistente e ricco, vivace e complesso. E’ un disegno in evoluzione, un progetto autentico.

Desidero perciò ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno sostenuto, anche solo idealmente, il mio lavoro in questo trascorso 2015. Non è facile essere costanti, restare aggiornati, affrontare con lo spirito giusto ogni circostanza restando attaccati e rispettosi dei propri valori. Ma tutto, si sa, dipende sempre e solo da noi. Grazie a tutti coloro che hanno espresso fiducia, sincerità, affetto, buon umore, vicinanza, simpatia, amore e che – fondamentalmente – rendono tutto questo possibile.

Infine, un grazie particolare. Il blog si è arricchito di nuovi individui, unici nei loro valori, autori eccellenti che contribuiscono ad accrescere la qualità. Sono onorato di essere parte di questo progetto. Un grande abbraccio per la fiducia e il sostegno va agli amici Gianfrancesco D’Andrea, Giovanna Mastrati, Annalisa Gambuti e Alessandro Mezzacapo.

Buon inizio.

Ciao, Alessandro

Alessandro non è più tra noi. E’ venuto a mancare ieri, lo ricordo nell’infanzia passata, abitavamo vicini e spesso si giocava insieme e ci si divertiva, si condividevano frammenti di vita. Siamo stati amici, poi le strade – come spesso accade – si sono divise, ma quelli erano altri tempi. Bisogna guardare avanti  e avanti Alessandro non c’è, perché è venuto a mancare ieri, a 36 anni e io, com'è giusto che sia, lo porterò nel cuore.

Aethina Tumida: Allerta Nazionale, CONDIVIDI!

Appena l’ho letto ho pensato di condividere anche attraverso il mio blog questo articolo. La discussione, aperta sul Blog dell’apicoltura sostenibile, non mi dilungo, leggete e commentate voi.

Questo il testo dell’articolo:
In questo articolo farò un breve riassunto della situazione su quello che sta succedendo in Italia, precisamente nel settore dell’apicoltura, questo per coinvolgere molte più persone, non solo apicoltori ma anche agricoltori, naturalisti, animalisti, biologi, ricercatori, entomologi e semplici civili. Questo perché ci serve aiuto da tutti e tutti devono essere informati.

La classe merceologica, indicatore della cattiva gestione degli ulivi

E’ uno stano argomento, ma da quando – l’anno scorso – ho letto i risultati delle analisi degli oli che hanno partecipato al concorso organizzato nell’ambito del Buonolio Salus Festival, ci penso sempre di più. Il concorso infatti prevedeva (e prevede tutt’ora) anche la partecipazione di persone che producono olio senza etichettarlo ma che sono proprietari di uliveti ed hanno anche molte piante. Credo, tuttavia, che sia un problema "italiano" e non solo legato ad un territorio in particolare, quello dell'attribuzione della classe merceologica dell'olio. Nessun produttore, o quasi, fa l’analisi chimica e organolettica al proprio olio, tutti convinti di produrre il migliore extra vergine d'oliva, ma in realtà è un buon vergine o addirittura un lampante. Nessuno, fino ad oggi, si è mai interessato della qualità dell'olio prodotto in un territorio, nessuno mai ha realizzato progetti volti a determinare la vera classificazione merceologica degli oli prodotti dagli olivicoltori, nessuno si è mai preoccupato di dire: signori così non si produce un buon olio, tranne qualche pallido e temerario tentativo. La cultura è mancata e ora si pagano le conseguenze.

Niente olio nell’alto casertano. Per colpa di chi? La vera analisi dei pessimi risultati a breve in un convegno

Di questi periodi si sente di tutto, denunce su giornali e siti internet sulla mancata produzione di olio dovuta alle terribili condizioni meteo. Di olio ce n’è ben poco, è vero, oggi ne parlano tutti – sono tutti esperti del settore, tutti ad avanzare la propria risposta ad una annata terribile come questa. Tutti a giudicare la mosca dell’olivo, un terribile parassita “sbucato dal nulla”, peggio della Xylella fastidiosa. Nessuno però a giudicarsi, perché la colpa è tutta delle piogge, dell’umidità, delle temperature e della mosca. Ma è stata una annata difficile anche per i viticoltori per esempio, come avranno fatto a sopperire a questi eventi? Insetti e funghi non si sono fatti vivi anche fra queste colture? Il problema, o meglio la verità, è che gli ulivi andrebbero curati e coltivati come tutte le altre colture. Una annata difficile come questa va gestita, così come hanno fatto taluni olivicoltori che pur subendo l’insolita annata si sono difesi egregiamente tenendo gli uliveti sotto stretto controllo, facendo i trattamenti al momento giusto e salvando le poche olive producendo comunque dell’olio extravergine di oliva. Lode a loro.

Olio vergine di oliva, una onestà che non ripaga

Il titolo è provocatorio, tuttavia è certamente un peccato non valorizzare gli oli vergini di oliva. Ne ho parlato già QUI, perciò ci tengo a ribadire che non sono assolutamente contro l’imbottigliamento degli oli vergini di oliva, anzi. E’ un percorso futuristico che bisognerà adottare, ogni azienda dovrà valorizzare il proprio olio anche attraverso il confezionamento del vergine di oliva ma bisognerà prima fare buona comunicazione e corretta informazione al consumatore. C’è infatti un aspetto che non può essere messo da parte, legato alle persone che consumano olio d’oliva. E’ l’aspetto sociale, inteso come il rapporto che i consumatori hanno con la cultura dell’olio.

AAA Cercasi olio extra vergine da olive

È stata una annata terribile, sotto tutti i punti di vista, niente qualità e niente quantità. Non vi dico quante persone mi stanno contattando per ricevere informazioni su dove acquistare dell'olio di oliva, tutti alla ricerca del prezioso liquido. Che bello! Un'emozione, anche perché tutti sono alla ricerca dell’extra vergine di qualità ed hanno paura di essere frodati, sanno che la qualità quest’anno è poca. In effetti è così, è come cercare l’ago nel pagliaio e la cosa più bella è che per la prima volta le persone sono disposte a pagare qualche euro in più.

I tre sensi nella valutazione delle caratteristiche sensoriali degli oli extra vergini da olive

Gli organi di senso rappresentano il tramite grazie al quale l’organismo riceve e traduce informazioni dal mondo esterno. I tre sensi (vista, gusto, olfatto) funzionano secondo un meccanismo che prevede l’esistenza di uno stimolo il quale viene captato da cellule specifiche e quindi tradotto in un segnale elettrico che giunge al cervello dove viene decodificato.

La vista
È un senso molto allenato (fiducia nelle percezioni) ed è il senso che da un riscontro immediato, stabile, e non ci affatica affatto. Oltretutto è il senso che ci permette valutazioni a distanza e di esprimere termini facilmente comunicabili e condivisibili. La vista ci permette di valutare il colore e la limpidezza, ovvero l’assenza di torbidità. Normalmente l’olio può assumere colorazioni che vanno dal giallo paglierino al verde, più o meno intenso, ed il colore è dato da clorofille, feofitine e caroteni (luteina e ß-carotene) a secondo della loro prevalenza.

Olio vergine lampante, che bontà

Scrivo questo articolo a seguito di una mia riflessione maturata dopo aver commentato un articolo del dott. Caricato su Olio Officina Magazine: Le virtù miracolose del lampante.

Quando parliamo di questo prodotto – l’olio lampante – la prima cosa che ci viene in mente è il passato, la storia dei nostri nonni, la tipologia di olio che si consumava anni e anni fa. Pensiamo che, per fortuna, ci siamo evoluti e abbiamo capito come si fa la qualità. Pensiamo, ma a quanto pare non è così.

Nisio, investi la tua grande passione in altro



E' quanto mi ha detto uno che di olio ne mastica abbastanza, un Dirigente, non faccio nomi sia per correttezza e sia perché non è importante. Dedicarmi ad altro, spendere la mia passione per altre attività, per le quali ne può valere davvero la pena. Parlavamo appunto di olio, in particolare di come valorizzare la produzione del territorio casertano ed io gli ho riferito della volontà mia e di alcune aziende di chiedere il riconoscimento del marchio di qualità IGP, per avere più forza propulsiva e dare al consumatore garanzia di qualità e origine.

Epicentro sulla zona del Matese


Tremano gli ulivi  e la terra del territorio matesino.
Non potevo non lasciare traccia, la paura è stata tanta e per me la prima volta. La sensazione regalata dal tremolio della terra è unica, com’è unico vivere i momenti intensi che la accompagnano.

L’epicentro nella zona di Piedimonte Matese, una scossa sismica di magnitudo 4.9 poco dopo le ore 18 ma per il momento - grazie a Dio - nessun danno a cose o persone. Speriamo si fermi qui, così abbiamo vissuto un’altra nuova esperienza, con tanta paura ma a lieto fine.

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